Nessuno ci ha mai detto dove potevamo esibirci. Così abbiamo costruito la mappa.
01 ottobre 2026
Sabato pomeriggio. La piazza di un paese che conosci appena.
Hai scaricato l'attrezzatura dalla macchina. Hai scelto l'angolo giusto: un po' d'ombra, gente che passa, nessuna vetrina da coprire.
Stendi il tappeto. Prepari gli attrezzi. Cerchi il primo sguardo.
Il cerchio comincia a formarsi. Un bambino si siede in prima fila. Due signori fingono di passare per caso, e invece restano.
Poi arriva la divisa.
«Chi le ha dato il permesso?»
Nessuno. Perché non sapevi a chi chiederlo.
Avevi cercato sul sito del Comune e avevi trovato un regolamento in PDF, scansionato storto. Avevi telefonato: l'ufficio riceve il martedì mattina.
Smonti. Il cerchio si scioglie. Il bambino in prima fila chiede alla mamma perché.
Se fai questo mestiere, questa scena non devi immaginarla. Ce l'hai già in memoria. Forse più di una volta.
Il problema non è mai stato il talento
Chiunque si sia fermato davanti a un cerchio lo sa: in strada c'è gente bravissima.
Il talento non manca. Manca tutto il resto.
■ Sapere dove ci si può esibire, senza rischiare una multa o una figuraccia.
■ Sapere a chi scrivere per lavorare a una festa, una sagra, un festival.
■ Essere pagati quando si era d'accordo, e quanto si era d'accordo.
■ Non sentirsi dire «ti paghiamo in visibilità».
Lo spettacolo dal vivo in Italia gira ancora sul passaparola.
Se conosci la persona giusta, lavori. Se non la conosci, resti fuori. Non importa quanto sei bravo.
Dall'altra parte del cerchio, le cose non vanno meglio
Pensa a chi organizza un evento.
Mancano tre settimane. Il budget è quello che è. Cerca un giocoliere, un musicista, un artista di strada. Apre Google e trova pagine ferme da anni, numeri che non rispondono, profili che non dicono dove lavora l'artista né quanto chiede.
Pensa a un Comune.
L'assessore vorrebbe il centro storico vivo, la sera. Ma non ha un modo semplice per dire agli artisti dove possono venire e a quali condizioni. Quando qualcuno chiede, risponde con un modulo. E a fine anno non sa dire quanti spettacoli ci sono stati nelle sue piazze.
Tre persone che hanno bisogno l'una dell'altra.
Nessun posto dove incontrarsi.
Chi siamo
Artedistrada.com nasce da un'idea di Massimo Rotundo, artista, performer, regista e organizzatore di eventi, con oltre vent'anni di esperienza nel mondo dello spettacolo. Dalle difficoltà vissute nelle piazze e nell'organizzazione di eventi prende forma il desiderio di rendere l'arte di strada più accessibile, valorizzata e libera di esprimersi. L'idea incontra le competenze di Antonio Rotundo, suo fratello e fondatore di una software house, che ne sviluppa le potenzialità tecnologiche, e di Fabrizio Iovino, che contribuisce con competenze gestionali e amministrative. Tre percorsi differenti, uniti dalla volontà di creare nuove connessioni tra artisti, organizzatori, amministrazioni e cittadini, restituendo alle piazze il loro ruolo di luoghi vivi di incontro e cultura.
Cosa abbiamo costruito
Un posto unico, online, dove i tre protagonisti della strada finalmente si trovano.
Chi si esibisce ha un profilo vero: video, scheda tecnica, disponibilità. Si fa trovare anche da chi non ha il suo numero in rubrica.
Chi organizza cerca per disciplina, per zona, per date. Senza dipendere da chi conosce chi.
I Comuni pubblicano le loro piazze con regole chiare: dove, quando, cosa è ammesso e cosa no. Lo abbiamo chiamato Isole Buskers: una mappa nazionale degli spazi dove ci si può esibire in regola.
Torna alla scena di prima.
Con l'Isole Buskers, quel sabato inizia in un altro modo. Prima di partire apri la mappa. Vedi la piazza, le regole, le fasce libere. Prenoti.
Quando arriva la divisa, hai la conferma sul telefono.
E il bambino in prima fila vede lo spettacolo fino alla fine.
Cosa non siamo
Lo diciamo chiaro, perché in questo mondo ne abbiamo viste tante.
■ Non siamo un'agenzia. Non rappresentiamo nessuno e non trattiamo al posto tuo.
■ Non sostituiamo i Comuni. Le autorizzazioni le decide l'ente, con le sue regole. Noi le rendiamo leggibili a tutti.
■ Per gli enti pubblici è gratuito. Non incassiamo niente sulle prenotazioni degli spazi urbani.
■ La registrazione è gratuita per artisti e organizzatori.
Perché ti scriviamo adesso
Il portale è appena online.
Siamo all'inizio, e non abbiamo motivo di nasconderlo.
I primi artisti, i primi organizzatori e i primi amministratori sono entrati già prima dell'apertura. Quando il progetto era ancora solo un'idea.
Non sono migliaia. Non ancora.
Ma ogni cerchio comincia così: con la prima persona che si ferma.
ADESSO TOCCA A TE.
Qual è la volta in cui ti sei sentito di troppo in una piazza?
Raccontacela nei commenti. Ogni storia ci aiuta a capire cosa costruire dopo.
Se vuoi entrare nel cerchio fin dall'inizio, la registrazione è aperta.